Sul quotidiano l'Adige di oggi è stato pubblicato un articolo di Francesca Re che evidenzia il ruolo di protagonista dell'Università di Trento nella promozione del software libero, inteso come bene pubblico, che può essere utilizzato liberamente da chiunque e migliorato a beneficio dell'intera collettività. L'articolo pone anche l'accento sul crescente interesse verso l'utilizzo di tale software da parte della pubblica amministrazione locale e rileva come in Trentino operino già diverse aziende sviluppatrici di software open source.
2 commenti:
L'articolo non è male ma quel titolo mi ha fatto rizzare i capelli...
Che cosa c'entra la Microsoft con il software libero? Non si può parlare di sw libero per le sue caratteristiche e non come contrapposizione alla MS?
Era proprio quello il punto su cui insistere nel (sotto)titolo?
E poi che c'entra la collina con una conferenza che si tiene in città?
E cosa vuol dire "sfruttare" un software'
Brrr... più leggo il titolo più mi viene la pelle d'oca...
Microsoft centra con ogni argomento riguardante il software, se credi vai a vedere quali sono le sue quote di mercato. In molti ormai definiscono i fogli di testo come Word, o di calcolo come Office. Non si deve far passare l'idea che il software sia della Microsoft, il caso è simile alla macchinetta del caffè, poi chiamata moka dalla ditta che la costruiva. Il rischio però è senz'altro maggiore, perché non si sta parlando di colazione, ma di gestione delle infrastrutture mondiali. Da parte mia vedo il software libero anche come principale veicolo di boicottaggio dell'azienda di Redmond, senza chiaramente tralasciare le caratteristiche del software libero, senza tralasciare il fatto che agli inizi dell'informatica i primi applicativi erano "liberi", solo negli anni 70 "qualcuno" di è inventato di far pagare per l'utilizzo di un software trasformando una scienza, l'informatica, in un'industria.
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